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Articolo di Vincenzo Lombardi

Fri, 12 Oct 2007

Il nuovo spettacolo dell'attore. Tra satira e ricordi.
“…E' PERMESSO?”, PARLA ENRICO MONTESANO

Enrico Montesano è una delle grandi firme della nostra commedia. In oltre trent'anni di carriera nemmeno qualche recente passo falso, ha scalfito la simpatia del pubblico per l'attore romano lanciato da Lando Fiorini al “Puff”. Ne è testimonianza il successo dell'ultima prova teatrale, sbarcata a Napoli presso il teatro Diana, ed accolta con il pieno di favori da parte del pubblico. La fidata squadra di autori (Vaime – Vianello – Giannotti), ha confezionato uno spettacolo elegante, con satira alla vecchia maniera ma al tempo stesso pungente e coinvolgente. Il tutto condito da ballerine, orchestra, lustrini, sorrisi e canzoni in stile “caro vecchio varietà”; elementi che rendono senza dubbio più piacevoli le incursioni “politicamente scorrette” di Enrico Montesano.
“…È permesso?”, il suo nuovo show, è la naturale continuazione di “Trash”, altro titolo di successo portato in scena nel '94, con Montesano circondato da una discarica. Il nuovo lavoro parte proprio da lì, da quelle premesse, da quella discarica in cui gli esseri umani, come dei gabbiani, ricercano cibo nella spazzatura. Ed è proprio tra i rifiuti che l'artista colloca i temi che alimentano la sua discussione: politica, spettacolo, religione, sogni, ricordi, speranze, delusioni.
”…È permesso?”, ovvero una cortese richiesta per irrompere sulla scena già aperta, sul nudo palcoscenico sul quale i giovani attori che circondano il protagonista già si muovono, ma “…È permesso?” è soprattutto una caustica domanda: è permesso parlare? Esiste ancora libertà di espressione, di satira, di corruzione, di critica? Senza attendere risposta, Montesano comincia il suo one man show, uno spettacolo graffiante, volutamente e dichiaratamente politicamente scorretto, che si concluderà con un finale a sorpresa, o meglio, con un finale mai uguale a quello della sera precedente.
Un finale è aperto. Sarò lo stesso pubblico a decidere, di sera in sera, se e come modificare la canzone di chiusura, se essere veramente politicamente (s)corretto, se propendere per un cauto ottimismo o se cedere al compromesso (alla prima del Diana ha vinto sul filo di lana il “resisti nun mollà!”, saggio augurio a tasse e finanziarie future…).
Satira elegante dunque, da vero mattatore, da comico di razza. Alla fine dello spettacolo si tirano le somme e i conti tornano alla perfezione. Montesano non risparmia nessuno: politici, vip, gay, handicappati, musulmani, ebrei e principi. Come extra dei rapidi excursus sui luoghi comuni del tipo: “Ci continuano a dire che siamo tutti uguali. E che significa? Che Monica Bellucci è come Livia Turco?”.
La musica, costante presenza delle performance teatrali dell'attore romano, permettere di staccare la spina dall'osservatorio sul politicamente scorretto, ed affondare nei piacevoli omaggi a Giorgio Gaber (l'intramontabile “Che cos'è la destra, che cos'è la sinistra”), Paolo Conte e Nicola Arigliano. La sorpresa è rappresentata da due incursioni letterarie di Giacomo Leopardi: è la conferma dei tanti capovolgimenti che lo spettacolo offre al divertito pubblico. Per le oltre due ore di spettacolo, Montesano usa il tormentone di “politicamente scorretto” ma, le volgarità gratuite sono assai rare, le raffinatezze comiche la larga maggioranza. Il tris d'autori d'altra parte ne è garanzia assoluta.
- Montesano, lei inizia lo spettacolo scusandosi con il pubblico per essere un soggetto “politicamente scorretto”…
“Certo. Faccio capire subito con chi hanno a che fare. Non sono gay, non festeggio nei locali alla moda, non sono beccato dai paparazzi, non faccio l'opinionista, non ho particolare preferenze sessuali, non sono schierato politicamente: mica sono normale per l'Italia di oggi? Ecco allora meglio precisare”.
- Non crede che il Paese possa cambiare?
“Si sente dire spesso. L'Italia cambierà i suoi connotati. Giusto un lifting ci vorrebbe!”
- Il monologo sui provini di una volta? Una frecciatina alle nuove star televisive?
“Non direi, mi limito a dire come stanno le cose. Una volta – spiega Montesano – i provini erano qualcosa di impressionante. Dovevi essere preparato, saper cantare, parlare, imitare, avere una tua identità. Oggi i protagonisti della televisione sembrano tutti della stessa marca. Anzi della stessa marchetta…”
- Entriamo in territorio satira politica: chi è il più spiritoso?
“Giulio Andreotti, senza ombra di dubbio. Unico, eccezionale. In cinquant'anni di potere non si è mai offeso con nessuno. E' stato il più bersagliato ed ha sempre risposto con un sorriso o con una delle sue classiche battute. I politici di oggi, sono invece sempre pronti alla querela”.
- Di che politico, invece avverte nostalgia?
“Anche in questo caso risposta secca: Silvio Berlusconi. Uno che girava con la bandana e il chitarrista! Dove lo trovi uno con lo stesso spasso e la stessa allegria. Credo che manchi anche ad altri comici”.



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