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Articolo di Alessandra Miccinesi
Fri, 12 Oct 2007Intervista a Enrico Montesano che stasera va in scena al Sistina con il suo nuovo spettacolo «È permesso?» «Stop al buonismo, viva i monelli!»
«Incontro non conforme per pubblico politicamente scorretto». È il sottotitolo del nuovo spettacolo di Enrico Montesano È permesso? che debutta al questa sera al Sistina. Due ore di show esilarante in cui Montesano, mattatore del proscenio e fustigatore di vip - fu il primo a intuire le potenzialità tragicomiche del sostantivo trash (Trash fu un successo teatrale del ’94 traghettato poi in tv) - farà outing scagliandosi pubblicamente contro tutto e tutti: attualità, politica, tv, società, media, economia.
Il sottotitolo dello show è abbastanza curioso. Ce lo spiega?
«È cattivo. Dopo il tramonto del politically correct ho deciso di essere schietto, irriverente, e dire tutto quello che mi passa per la testa. Tutto qui. Me la voglio prendere con chi ci prende per il sedere, con chi crede che abbiamo la sveglia al collo. Sulla scena sarò feroce come quegli attori americani o inglesi che nei loro sketch se la pigliano coi politici di destra e di sinistra, tutti uguali nel loro perbenismo ipocrita».
Secondo lei chi è che mette i paletti del politicamente corretto?
«Quelli co’ la puzza sotto ar naso, diciamo qui a Roma. E, dato che faccio parte di una maggioranza disorganizzata, stanca di essere turlupinata da una minoranza organizzata, sono stufo di sentire sempre la stessa solfa. Per dire basta alle risse politiche, alla tivù spazzatura, ai miracoli economici, ai fuori onda che creano tempeste in un bicchier d’acqua ho chiesto la complicità di autori graffianti del calibro di Enrico Vaime, Adriano Vianello e Maurizio Gianotti».
Sarà un one-man-show duro e puro o dividerà il palcoscenico con qualcuno?
«Con me ci saranno quattro giovani attori cantanti, li ho ribattezzati il nuovo Quartetto Cetra. Sono più bravi di Fiorello, ma costano meno. Perché li ho scelti? Per il talento, che crede, io sono uno dei pochi che i provini li ha sempre fatti davanti alle scrivanie, mica sotto o sopra come succede oggi. Il dilettantismo televisivo penalizza la televisione e provoca emorragia di pubblico. Ma a quelli che mollano il telecomando dico: venite a teatro. È permesso ?

