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Enrico Montesano 8 febbraio 2011

Dai MACETA, Luca e Siro (www.imaceta.com)

LA SPEDIZIONE DEI MILLE CILINDRI

La nuova Ferrari Formula Uno si chiama F150, in omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Il Generale Luca Cordero di Montezemolo l’ha presentata chiamando a raccolta i suoi e dare il via ad una nuova spedizione: la Spedizione dei Mille Cilindri. Bello, biondo e fiero, in sella al suo Cavallino Rampante, il generalissimo dai lunghi capelli “a l’aura sparsi” nella galleria del vento, è partito alla conquista del regno del suo acerrimo nemico: Bernie Ecclestone. Potente e sfavillante la monoposto F150, completamente ricreata, nel flap regolabile dall’abitacolo, i diffusori, i deflettori, l’alettone tricolore e gli oltre 100 cavalli lanciati verso la libertà. Dalla camicia rossa alla minigonna rossa, la nuova Unità d’Italia passa per la sartoria e l’officina. Così parte la Spedizione del generale Montezemolo, e parte forte: da zero a 100 km in meno di quattro secondi. Accanto a lui i fedeli luogotenenti, Felipe Massa e Fernando Alonso, e il suo grande amore: Mara Nello, eroina pien di fascino e tutte curve; roba da corto… circuito. Dopo il gran premio di Marsala, a Calatafimi avviene il primo scontro cruento: scoppi ed esplosioni, alesaggi e pistoni. L’aerodinamica degli eventi viene narrata dagli scrittori al seguito, Alexandre Dumas, Alain Prost, Mansell e Gretel. La storia diviene epica. A Milazzo il primo pit stop: 5 secondi netti, grazie ai volontari meccanici del sottotenente Pirelli. Nei pressi di Imola infuria la battaglia. Alla Rivazza vengono sconfitte le truppe del generale McLaren; alla Variante Bassa si registrano le intrepide gesta dei volontari, fra i quali molti ragazzini e qualche Regazzoni; più in là si copre di gloria il contingente femminile capitanato dalla Tosa; alle Acque Minerali un minaccioso fumo nero esce dalla F150, allora Luca Cordero declama solennemente: «Qui si fa l’Italia o il motore!». L’inarrestabile marcia della Spedizione non si ferma neppure e Monza, dove vengono sconfitti in sequenza i battaglioni dei colonnelli asburgici Lotus, Mercedes e Red Bull. La vermiglia macchina da guerra non fa nessun differenziale, così sulla Variante del Rettifilo le busca anche il feldmaresciallo Renault.  Scesa la sera, dopo la battaglia, a Lesmo, Montezemolo e Mara Nello si lasciano andare alla passione: la valvola si lubrifica e si procede con l’iniezione del pistone nel cilindro. Lei è sempre più biella, prova ad inserire l’autobloccante ma lui è ormai un Toro Rosso. Saltano le sospensioni e tutto accade in 4 secondi e 6 centesimi. Per lei forse non era il caso di battere un altro record di pit stop. Il giorno successivo è quello passato alla storia come “l’incontro di Fiorano”, in cui il Generale pronuncia il suo celebre «Obbedisco!»

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